Tuesday, January 12, 2016

Il futuro della Siria

Il futuro della Siria. 
L'intervista di oggi sul Corriere della Sera a Fareed Zakaria, analista di politica internazionale per la CNN  mi da lì spunto per una riflessione inerente al futuro assetto politico della Siria. La riflessione parte dalla constatazione dello scontro tra scuri e sunniti. I paesi sunniti del golfo sono molto deboli sul piano territoriale tanto che devono servirsi dell'ombrello protettivo degli americani in virtù del trattato del 49 tra Rosvelt e re Feisal. Ma fortissimi in termini economici e in grado di armare pesantemente un l'iro avatar. Il loro nemico giurato è l'Iran scita che oggi è ancora più minaccioso dal l'accordo sul nucleare che pone gli Stati Uniti in una posizione apparentemente imbarazzante. E Che è oggi la più importante potenza regionale. Isis nasce in risposta all'egemonia dall'Iran. Non a caso uno stato con mire egemoniche sulla regione diversamente da Alcaida che combatte i cosiddetti crociati. in quanto i paesi del golfo vogliono contrapporre a uno stato scita, uno stato sunnita. Difficilmente i paesi del golfo accetteranno una sconfitta totale di isis. Difficilmente l'Iran accetterà di estromettere Assad. Invece i contendenti potrebbero accettare una spartizione che da un lato lasci al potere Assad e dall'altro venga ufficializzato uno stato che faccia riferimento ai paesi del golfo. Con L'Isis che verrebbe solo apparentemente sconfitto. Al problema tuttavia si aggiunge la volontà egemonica della Turchia e nella regione e l'intervento della Rissia. In cui i primi che sono di religione sunnita sono essi stessi in competizione con l'Iran per la supremazia nella regione. Mentre i secondi stanno difendendo l'unica base navale che hanno nel mediterraneo e che risiede da decenni. Come scrive Venturini sul Corriere l'obbiettivo degli americani è quello di privare i russi di qualsiasi appoggio nel mediterraneo. Da qui la complessità della situazione. Visti i rapporti di forza nella regione è tuttavia presumibile una spartizione che garantisca tutti contendenti.

Saturday, January 09, 2016

Lo stupro delle donne in Germania

Primo. Non si tratta della sola difesa della democrazia ma dei contenuti di essa. Anche il fascismo e il mazismo arrivato al potere attraverso un processo democratico. Poi sappiamo cosa è successo e come sia stata necessaria una spaventosa guerra per rimettere le cose a posto. Con l'Islam in casa nostra siamo nelle stesse condizioni di allora. Avvalorare atteggiamenti criminali come lo stupro dii massa in Germania va nella stessa direzione di allora quando venne tollerato il nazismo. È necessario quantomeno imporre a valori occidentali alle masse arabe presenti in Europa. Pena l'espulsione di coloro che nn le rispettano. Sono con quanto afferma oggi la filosofa francese Badinter sul corre di oggi. Mi sembrano enormi le responsabilità della sinistra europea che ha trattato con grande timidezza gli stupri. Come nn approvò la giornata del velo lanciata da una ragazza araba negli Stati Unitiil 4 febbraio che si contrappone alla giornata di protesta dello stesso giorno a Colonia contro gli stupri di capodanno. 

Wednesday, January 06, 2016

Le donne violentate di Colonia

Corriere oggi mercoledì 6 gennaio. Psg. 2-3. 
Ha ragione Chantal Louis della storica rivista femminista Emma quando afferma che le politiche della sinistra sulle donne sono state fallimentari. Nn ha ragione rispetto ai rimedi che dovrebbero essere di maggiore è nuova integrazione. Il problema di fondo nn è il rispetto delle identità culturali min nome della democrazia M a la difesa dei contenuti della democrazia. A questo proposito bisogna ricordare che l'ascesa al potere di Mussolini e di Hitler è avvenuta con lo strumento democratico del voto. E bisogna altresì ricordare che la difesa delibvalori appunto della democrazia è avvenuta con l'entrata in guerra degli Stati Uniti senza i quali oggi l'Europa e il modo sarebbe sotto il tallone di dittature.