Sunday, September 16, 2018

Cittadini!: Grande ippica a Merano sulla via del Gran Premio

Cittadini!: Grande ippica a Merano sulla via del Gran Premio: Merano Galoppo presenta un convegno in piacevole relax A Maia nessuna lotta per scalate ai vertici della categoria: oggi Maia si vota all’o...

Grande ippica a Merano sulla via del Gran Premio

Merano Galoppo presenta un convegno in piacevole relax
A Maia nessuna lotta per scalate ai vertici della categoria: oggi Maia si vota all’omaggio di corse intessute di spettacolo e scommesse

di Giorgio Bergamaschi
Merano – “Ludis jungit”, recita il motto del Panathlon Club, il… Rotary dello sport.  Ed oggi, questo motto lo vogliamo come oro colato sulla verde distesa di Maia. “Attraverso il gioco, attraverso lo sport, le nazioni si uniscono, le diversità si uniformano”. Ecco, vogliamo vivere questo 16 settembre all’insegna della riflessione, profittando di una brevissima pausa emotiva. Finalmente, un convegno dal profilo… interlocutorio. Siamo all’11ma giornata, e l’orologio della mente suggerisce che tra otto convegni sarà tempo di Gran Premio Merano South Tyrol. Lo scrivo all’inglese perché così restiamo tutti uniti dal collante della passione più diafana e pura. Soprattutto, internazionale. Fortunatamente, un normale pomeriggio di sport e spettacolo senza attese espresse all’eccesso. Ecco, qualche ora di ordinaria normalità, in cui saremo in compagnia amabile e alle prese con corse… normali: senza il tal campione che saggia il percorso, senza il potenziale protagonista a richiamare su di sé le attese di altri protagonisti. Questa domenica vive una e rilassante routine. Del resto, fa bene anche ai proprietari, ai fantini e agli allenatori la pausa di riflessione, per ripartire da… tre.

Ci si addentra nel mese di settembre, il mese più ricco di eventi e sfavillante, anche per via dei riflessi che l’eco degli appuntamenti meranesi esercita sulle piazze di mezza Europa. Domani no, ma poi, lasciato alle spalle l’11° pomeriggio di corse, cominceremo a guardare laggiù, in direzione del 19.o convegno di Maia. E l’argomento del giorno, ogni giorno, saranno il “Merano” e le sue corse-satelliti. Questo 16 settembre ricorderemo un grande amico, nostro e dell’ippica, di Merano e dell’establishment quando “il timone”era un fiore all’occhiello delle domeniche nazionali.
 Le corse in siepi sostengono un cartellone in salsa “memorial”
Alludo ad Ernesto Loccatelli, capace di vincere due edizioni del Premio delle Nazioni in sella a Riscino (che di edizioni ne ha vinte ben 3, in suite, dal 1957n al 1959. Noi andavamo alle scuole elementari, ed il grande Ernesto (perdonatemi, ma non ricordo qui ed ora se fosse la prima o la  seconda vittoria nel Nazioni, ché la terza Riscino l’avrebbe vinta con Pepi Cobianchi in sella (lo zio di Marco Alliata). Loccatelli, caduto in retta d’arrivo, con un magistrale colpo di reni rimontava in sella al volo e, come un “falco”, riusciva ad aggredire gli avversari provocando un boato sulle tribune gremite, mentre mulinando le braccia e “dando vigorosamente gambe” dopo la scena e il cuore della folla aggrediva anchge il traguardo, vincendo il “Nazioni”. “Grazie Ernesto”: grazie per il grande gesto atletico offerto allora e per la competenza, la dedizione e l’amore che poi hai messo a disposizione dell’ippica italiana in generale ed in particolare della Torinese, per tutti i decenni che ne hai curato la guida sia a Vinovo Galoppo che al ring del trotto.
Oggi si corre l’Ernesto Loccatelli, siepi sui 3300 che ha raccolto 8 partenti di 4 anni ed oltre.
Rivedremo Axel Lauteix, che lascia lo steeple per riconvertirsi alle più galoppabili siepi. Della serie: se non ccalcherò il 5000 del big event, ho pronta l’alternativa della prova equipollente, che il giorno prima saluta il campione delle siepi. Axel dovrà misurarsi con Nando, anche questo in bilico tra le due “offerte speciali” sulla via della gloria…  E ci sarà High Master, caduto nell’ Assi, anch’egli portato per copione e/o nostalgia alla scorrevolezza iniziale della carriera ostacolistica.
Giovanni Bonomi, se fosse in pista,  fra i suoi 3 anni tiferebbe per Melandro
Applaudiremo certo anche Spettacolo e Chappy Bros, attivissimi e piacevoli sin qui. Ma non basta, perché la curiosità, legittima, ci spinge verso  Relco Sud e l'ospite Doriade d'Aumont.  
Nel convegno ricorderemo Spegasso, e con il campione della Mantova che ci aveva portato al jumping set la meteora elegante ma solo “imprestata” di Carlo Ferrari, ricorderemo nell’intestazione della corsa Giovanni Bonomi, amico bresciano che era titolare col fratello della Scuderia Leonessa (Black Velvet & C). Lo Spegasso - Bonomi è impegno in siepi per 3 anni maiden, e fungerà da secondo appello per Big Riot, insoddisfacente nel percorso d’esordio, e che verosimilmente incontrerà nella consistenza di Melandro (training firmato da Raf Romano), l’esaminatore più severo. Due gli invader, Linovsky e la concreta e arcigna Sue Prancelot. Il “deb” è Moved, non dispaiciuto nel rodaggio in piano.

Intestato ad Oreste de Strobel, ci sarò da divertirsi con il cross della giornata, un pensiero che ci accoglie al primo evento del convegno: Nils le tenterà tutte per portare a casa denaro e trofeo, ma ci sono alcune ombre che gravano sul 3.900 . Le più seducenti sono firmate da Raffaele Romano, che presehta il regolarista Kitano e Azamourday. All’opposizione, Secret Sinner e Billy Silver, con Catalaunian Fields che reclama, dopo qualche avversità, un po’ di fortuna per guadagnare e, ove concwsso, per divertirsi  un po’, ché poi non guasta.



Sulla via del Gran premio Merano: oggi, domenica 16,  si corre l’"Ernesto Locatelli". https://chavalier.net/2018/09/16/sulla-via-del-gp-merano-oggi-domenica-16-si-corre-lernesto-loccatelli/ di @Chavaliermag




Saturday, January 20, 2018

Giuseppe Turani: perchè Matteo Renzi è odiato

QUEL MATTO DI MATTEO....

L'idea era, è, semplice: abbattere l'Italia corporativa e consociativa. Ma si è rivelata un'impresa titanica.
di GIUSEPPE TURANI | 
La campagna elettorale è appena cominciata, ma si è già capito che, ancora una volta i giochi girano intorno a Matteo Renzi. Quello che rischia di più in questa tornata elettorale è proprio lui. Un  successo lo renderebbe quasi invincibile anche per il futuro. Un insuccesso aprirebbe comunque la strada a parecchi problemi.
Viene allora spontaneo ragionare su questo protagonista della politica italiana e chiedersi: ma che cosa ha fatto di importante Renzi, da essere così amato dai suoi e odiato da tutti gli altri? Molti diranno il job act, i diritti civili, gli 80 euro.
La risposta in realtà è molto più banale: Renzi ha dimostrato che si può fare. Si può fare che un gruppo di giovani amministratori locali di provincia conquisti prima il partito, facendone segretario il loro leader e poi addirittura il presidente del Consiglio.
Matteo Renzi ha dimostrato che si può fare un governo con gente quasi tutta giovane e alla prima esperienza ministeriale senza sfigurare e, anzi, facendo un sacco di cose. Ha dimostrato che si può fare un governo, e governare, senza stare a raccogliere il parere preventivo di tutti i poteri grandi e piccoli che girano per il paese.
Ha dimostrato, insomma, che il ricambio generale e politico si può fare.
L’odio dei nemici nasce proprio da questo “si può fare”. Secondo loro, infatti, non si doveva “poter fare”. Tutto andava gestito in condivisione, con calma, come si è sempre fatto. Senza strappi e, soprattutto, con gente esperta e navigata, che conosce l’arte della mediazione fra i vari poteri e che sa quali santuari non vanno disturbati.
Matteo  ha rotto tutto questo e, orrore, ha persino osato disegnare una riforma  costituzionale che avrebbe raso al suolo la Repubblica consociativa nella quale siamo vissuti da dopo la guerra a oggi.
Allora, i poteri, tutti i poteri, grandi e piccini hanno deciso che Matteo non va. Queste cose non si debbono fare. Hanno capito che lui puntava, e punta, a una politica forte che sceglie (anche con errori, a volte), ma è proprio questo che non si vuole. E non sono tanto i poteri forti (inesistenti) quanto i mille poteri che in questi decenni si sono spartiti il paese. I farmacisti non sono la Spectre, e nemmeno i taxisti. E neanche gli ambulanti. Eppure hanno potere di veto sulle cose di loro pertinenza.
Ma tutta questa gente, che vive di piccoli o grandi privilegi, non vuole uscire dalla repubblica consociativa, dove hanno trovato un angolino per crescere e prosperare.
I nemici di Renzi, quindi, non sono i grandi imprenditori (quasi inesistenti, ormai) o i grandi banchieri (pochissimi e pieni di guai). Sono i mille poteri diffusi, le mille posizioni di rendita distribuite in questi anni.
Ma allora Renzi ha contro un intero popolo? No. Però il 4 dicembre il 60 per cento gli ha votato esplicitamente contro. E non tanto per via di D’Alema o di altri figuri del genere, ma per il rifiuto a uscire da una società consociativa, dove ci si mette d’accordo e alla fine si trova una ricompensa (grande o piccola per tutti) al di fuori di qualsiasi regola di mercato.
Ecco perché la battaglia di Renzi (fra buone idee e errori clamorosi) non sarà facile. Più che una politica, deve smontare qualcosa che è diventato sistema di vita, patto fra le classi e i ceti, costituzione non scritta, costume collettivo.